Lenti office per lavorare al PC: come scegliere lenti e montatura
Non sono semplici occhiali da lettura né normali progressive: le lenti office offrono una visione confortevole alle distanze di lavoro, ma richiedono una progettazione personalizzata e una montatura adatta.
Otto ore davanti al computer non mettono alla prova soltanto la concentrazione. A fine giornata possono comparire occhi stanchi o secchi, visione annebbiata, difficoltà di messa a fuoco, mal di testa e tensioni a collo e spalle. Possono contribuire una correzione visiva inadeguata, l’uso prolungato della visione ravvicinata, una minore frequenza di ammiccamento, riflessi sullo schermo, illuminazione e postura non corrette.
Per chi è presbite e lavora a lungo alla scrivania, anche il tipo di lente può fare una differenza importante. Le lenti office, chiamate anche occupazionali o indoor, sono progettate proprio per agevolare le attività svolte da vicino e a distanza intermedia.
Una ricerca condotta su lavoratori presbiti ha dimostrato la sensibile riduzione dei sintomi associati all’uso del computer con le lenti occupazionali rispetto alle progressive tradizionali.
Occhiali da lettura, progressive e lenti office: qual è la differenza?
Un normale occhiale da lettura mette a fuoco bene a una distanza definita, generalmente adatta a un libro o a un documento. Quando si sposta lo sguardo verso il monitor, la visione può non essere altrettanto nitida.
Le lenti progressive permettono di vedere da lontano, a distanza intermedia e da vicino. Dovendo distribuire le tre aree nella stessa lente, riservano però alla visione intermedia uno spazio più contenuto rispetto a una lente per l’ufficio.
Questo può costringere chi le indossa a sollevare il mento o inclinare la testa (foto in basso), con conseguente affaticamento cervicale.
La lente office rinuncia alla visione da lontano per ampliare le aree dedicate alle distanze di lavoro. Permette così di passare agevolmente dalla tastiera ai documenti, dal monitor al collega di fronte, mantenendo una posizione più naturale.
Non esiste una sola distanza “da ufficio”
Una lente office efficace non si sceglie soltanto in base alla gradazione: occorre capire come viene utilizzata la postazione. Chi lavora su un portatile ha esigenze diverse da chi usa due grandi monitor; chi riceve clienti deve vedere anche oltre la scrivania, mentre chi alterna schermo, disegni tecnici e documenti necessita di un campo visivo ampio a più distanze. (Uno degli studi più accreditati in materia è stato svolto dal Centro di Salute Lavorativa del Canada).
Per questo, prima di definire la lente, è utile rilevare:
- la distanza abituale degli occhi dallo schermo;
- l’altezza e la posizione del monitor;
- la distanza di lettura di documenti, tastiera o smartphone;
- la necessità di vedere altre persone o oggetti presenti nella stanza;
- il numero, le dimensioni e la disposizione degli schermi;
- il tipo di attività e la frequenza con cui lo sguardo passa da una distanza all’altra.
E’ importante ricordare che le lenti office non sostituiscono mai gli occhiali per la guida.
Anche la montatura è parte del progetto
Scegliere una montatura “abbastanza grande” non basta. Forma e dimensioni devono essere compatibili con la geometria della lente e lasciare uno spazio verticale adeguato alle diverse zone di visione. Una montatura troppo bassa può limitare il progetto ottico; una molto ampia o pesante non garantisce un campo visivo migliore e può essere meno stabile.
Una buona montatura da ufficio dovrebbe:
- essere leggera e ben bilanciata;
- rimanere stabile quando si abbassa lo sguardo verso tastiera e documenti;
- appoggiare correttamente sul naso, senza scivolare né creare pressioni eccessive;
- avere aste e terminali regolati in modo da non comprimere la zona dietro le orecchie;
- offrire forma e altezza adatte al tipo di lente scelto.
Centratura e regolazione: pochi millimetri possono contare
Nelle lenti multifocali la precisione della centratura è fondamentale. Distanze interpupillari monoculari, altezze di montaggio e assetto della montatura devono essere rilevati mentre l’occhiale è indossato nella sua posizione corretta.
Anche la distanza tra lente e occhio, l’inclinazione e la curvatura della montatura influenzano il modo in cui lo sguardo attraversa la lente. Regolazione prima delle misurazioni e controllo dopo la consegna fanno quindi parte della realizzazione dell’occhiale.
Le buone abitudini completano l’occhiale
Anche la lente più evoluta lavora meglio in una postazione ben organizzata. Il monitor dovrebbe essere di fronte, a una distanza confortevole e con l’area principale leggermente sotto la linea dello sguardo. È utile limitare riflessi e abbagliamenti, regolare caratteri e contrasto e concedere agli occhi pause dalla visione ravvicinata.
Durante il lavoro al computer tendiamo inoltre ad ammiccare meno. Ricordarsi di sbattere le palpebre e distogliere regolarmente lo sguardo dallo schermo aiuta a contrastare secchezza e affaticamento. Se i disturbi persistono, è opportuno approfondirne la causa con il professionista di riferimento.
Una soluzione costruita intorno al tuo lavoro
Non esistono soluzioni standard, perché non tutte le persone lavorano alla stessa distanza e non tutte le postazioni richiedono lo stesso campo visivo.
Nei centri Ottica Ponticello analizziamo le esigenze visive, le distanze operative e le caratteristiche della postazione, scegliendo insieme la lente e la montatura più adatte. Perché un occhiale da lavoro deve fare più che correggere la vista: deve aiutarti a vedere bene, muoverti in modo naturale e arrivare a fine giornata con maggiore comfort.
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